Mar
03
Filed under (Argomenti vari) by anna on 03-03-2012

 Io credo che la morte sia solo la fine del primo tempo.

Lucio Dalla

Gen
22
Filed under (Argomenti vari) by anna on 22-01-2012


ALLA SUA festa di compleanno a Cambridge – una conferenza scientifica su “Lo stato dell’universo” – ha dovuto lasciare la sedia vuota. Non si sentiva troppo bene ed è rimasto a casa. Ma questo non basta a sminuire l’impresa del professor Stephen Hawking, che ha raggiunto i 70 anni accompagnato dal morbo di Lou Gehrig, costretto su una sedia a rotelle e incapace di parlare se non per mezzo di un sintetizzatore vocale. “L’immagine del nostro universo è cambiata molto negli ultimi 50 anni, e sono contento di aver dato il mio contributo”, ha detto in un videomessaggio trasmesso alla platea. “Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi”. 

( Repubblica 08 gennaio 2012)

Come Stephen, anch’io penso che sia bene guardare le stelle. Uno sguardo verso la loro lontananza, verso la loro energia, verso la loro grandezza e naturalmente uno sguardo diretto alla loro lontanissima ma fortissima luce. E infine uno sguardo verso il loro mistero. Questo è il principale motivo per cui ho chiamato “Stelle” il mio primo blog e non potevo non citare l’avvenimento del compleanno del professore e, soprattutto, il suo messaggio a tutti noi.

 

Dic
26
Filed under (Argomenti vari) by anna on 26-12-2011

Ultimamente ho trascurato sempre più il blog “Stelle” , preferendo “Dove fiorisce il rosmarino” perché più immediato e facile da gestire. Ma non ho intenzione di chiudere “Stelle”e oggi vi lascio i miei auguri.

Non ho idea di chi potrà leggerli, ma non importa, desidero per ciascuno dei silenziosi visitatori molta pace, tranquillità, momenti di immersione nella natura e anche…qualche istante da dedicare alle stelle sparse in quell’immenso spazio sopra di noi.

Intanto il Natale continua…

Auguri a tutti!

 

Ott
08
Filed under (Argomenti vari) by anna on 08-10-2011

Come tanti in questi giorni, anch’io pubblico uno degli articoli che hanno annunciato il premio Nobel a Tomas Transtroemer. Inutile dire che ignoravo la sua esistenza e che ora vorrei conoscerlo, per molti motivi, anche personali. Forse il motivo principale è una frase contenuta qui di seguito, là dove si dice che “…l’esame poetico della natura offre intuizioni sull’indentita’ umana e sulla sua dimensione spirituale”,. E’ vero! Anche nella nostra più banale vita quotidiana abbiamo di continuo occasioni per conoscere meglio la nostra identità attraverso i volti della natura, delle piante, dei fiori, degli animali. A volte le “verdi metafore” che si mostrano ai nostri occhi ci fanno all’improvviso capire cose nuove, ci offrono una prospettiva diversa alla quale non avevamo pensato. Ora mi documenterò sui versi di Tomas Transtroemer (…intanto sono riuscita a imparare il cognome).
(AGI) – Stoccolma, 6 ott. – Tomas Transtroemer, il piu’ importante poeta scandinavo vivente, e’ il premio Nobel per la letteratura 2011. A lui il merito di aver esplorato il rapporto tra il nostro mondo interiore e quello reale. Psicologo di professione, e’ il massimo esponente della generazione di intellettuali che si e’ affermata dopo la Seconda Guerra mondiale e punta a suggerire che l’esame poetico della natura offre intuizioni sull’indentita’ umana e sulla sua dimensione spirituale, entrando spesso in territori metafisici. “L’esistenza di un essere umano non finisce dove terminano le sue dita”, scrisse un critico svedese della sua poesia, definendo i suoi lavori “preghiere secolari”. La sua notorieta’ nel mondo anglofono deriva dalla sua amicizia con il poeta americano Robert Bly, che ha tradotto gran parte del suo lavoro dallo svedese all’inglese, una delle 50 lingue in cui le sue poesie sono apparse. Le sue poesie sono ricche di metafore e immagini e tratteggiano immagini semplici della vita quotidiana e della natura. Il suo stile introspettivo, descritto da Publishers Weekly come “mistico, versatile e triste”, e’ in contrasto con la vita reale di Transtroemer, ricca di impegno e attivita’ al servizio di un mondo migliore, e non solo scrivendo poesie. Nato il 15 aprile 1931 a Stoccolma, Transtroemer e’ cresciuto da solo con la madre perche’ il padre li aveva lasciati; si e’ laureato in psicologia nel 1956 e ha iniziato a lavorare in un istituto per minorenni disadattati nel 1960. Insieme psicologo e anche poeta, ha lavorato on disabili, carcerati e tossicodipendenti, producendo contemporaneamente una grande quantita’ di lavori poetici. La sua prima miscellanea, “Diciassette poesie”, quando aveva appena 23 anni, e’ stata pubblicata dalla piu’ prestigiosa casa editrice nord europea, Bonnier. E proprio la casa editrice descrive la sa poetica come “un’analisi permanente dell’enigma dell’identita’ individuale di fronte alla diversita’ labirintica del mondo”.
Nel 1966, ha ricevuto il premio Bellman, seguito da una pletora di altri premi, tra cui quello Bonner per la poesia, il premio Petrarch in Germania e il Nordic Prize dell’Accademia svedese. Nel 1997, la citta’ operaia di Vaesteraas, dove il poeta e’ vissuto per tre decenni prima di ritornare nella capitale Stoccolma nel 1990, ha istituito un premio speciale Transtroemer. Dopo la pubblicazione di 10 volumi di poesia, Transtroemer e’ stato colpito un ictus nel 1990 che ha leso la sua capacita’ di parlare; ma dopo una pausa di sei anni, e’ tornato con “La Gondola Funebre”, un libro che ha venduto 30.000 copie nella sua Svezia, decisamente un successo editoriale per gli standard di poesia. Dopo questo successo, Transtroemer non ha praticamente pubblicato pui’ nulla per otto anni, tranne che la sua corrispondenza con Bly, prima di tornare nel 2004 con una collezione di 45 ‘haikus’, poesie in stile giapponese che invocano un aspetto della natura o le stagioni. Da allora, la musica e’ diventata la passione principale della sua vita, come ha detto al quotidiano svedese Dagens Nyheter, in un’intervista nei mesi scorsi,un’intervista concessa attraverso la moglie Monica. Transtroemer suona il pianoforte ogni giorno, ma usando la mano sinistra, la destra e’ danneggiata dall’ictus e trascorre la sua mattina ascoltando musica classica. Il poeta, che era tra i candidati al Nobel da anni, vive con la moglie. La coppia ha due figlie .

Pagina di libro notturno

Sbarcai una notte di maggio
in un gelido chiaro di luna
dove erba e fiori erano grigi
ma il profumo verde.

Salii piano un pendìo
nella daltonica notte
mentre pietre bianche
segnalavano alla luna.

Uno spazio di tempo
lungo qualche minuto
largo cinquantotto anni.

E dietro di me
oltre le plumbee acque luccicanti
c’era l’altra costa
e i dominatori.

Uomini con futuro
invece di volti.

DSCN1856

Ago
24
Filed under (Argomenti vari) by anna on 24-08-2011

In questi giorni ho riletto L’Aleph ed oggi su Google ho saputo che è il 112° anniversario della nascita del suo autore.

Conosco relativamente poco Borges e vorrei conoscerlo meglio.  Anch’io spesso desidero vedere l’Aleph.

Cito ora, dalla descrizione di Borges, ciò che più mi ha colpito.

“…Ogni cosa era infinite cose, perché io la vedevo distintamente in tutti i punti dell’universo. Vidi il popoloso mare, vidi l’alba e la sera, vidi in un cortile interno di via Soler le stesse mattonelle che trent’anni prima aveco viste nell’andito di una casa di via Fray Bentos, vidi convessi deserti equatoriali e ciascuno dei loro granelli di sabbia, vidi un tramonto a Querétaro che sembrava riflettere il colore di un rosa nel Bengala, vidi cavalli dalla criniera al vento, su una spiaggia del mar Caspio, vidi tutte le formiche che esistono sulla Terra, vidi la circolazione del mio oscuro sangue (…).

(L’Aleph, Jorges Luis Borges, Universale Economica Feltrinelli)

Due anni fa ho scoperto che una mistica inglese del 1300 forse aveva visto L’Aleph.


Ago
21
Filed under (Argomenti vari) by anna on 21-08-2011

DSCN1713

E il giorno è ancora azzurro,

finché entrerà nella notte come un fiume

e farà tremare l’ombra con le sue acque azzurre.

(Pablo)

DSCN1708

Lug
25
Filed under (Argomenti vari) by anna on 25-07-2011

«Passavamo sulla terra
leggeri come acqua, disse Antonio Setzu, come acqua
che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola
e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere
e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i
monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi
lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole
a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta».
Sergio Atzeni

Giu
11
Filed under (Argomenti vari) by anna on 11-06-2011
Giu
03
Filed under (Argomenti vari) by anna on 03-06-2011

 Nonostante abbia scoperto che un folto gruppo di amici in aNobii lo vorrebbe spennato e arrosto, io ho deciso che non rinnegherò Jonathan Livingston, il gabbiano più famoso degli anni 70-80. L”altro giorno l’ho visto che volava alto, e non ho potuto fare a meno di ammirare la sua costanza e i suoi continui progressi. Tra l’altro, riprendendo per un attimo in mano quella prima edizione del libro, ho scoperto che conteneva una dedica di cui non mi ricordavo affatto,  scritta da una persona che me l’aveva regalato, che ora non c’è più e che è ricomparsa tra quelle pagine più viva che mai. DSCN1574“Detto questo, Jonathan si concentrò col pensiero per trasferirsi con esso su un’altra spiaggia e in un altro tempo, laggiù, dove vola un grande stormo di gabbiani. Ormai sapeva bene di non essere di carne e ossa e penne, ma un’idea: senza limiti nè limitazioni, una perfetta idea di libertà”. (R. Bach)DSCN1575

 

 

Apr
30
Filed under (Argomenti vari) by anna on 30-04-2011

 I libri più belli sono quelli che fanno trasparire la persona vera che sta dietro quelle pagine. Proprio per questo oggi è successa una cosa che mi è molto dispiaciuta: ho scoperto che l’autore del libro che sto leggendo è morto. Era conosciutissimo ma io ancora non lo conoscevo. Leggendo “La Cina in vespa” mi è venuto il desiderio di cercare notizie su di lui  e così ho saputo della sua morte avvenuta nel 2008.

Ecco Giorgio Bettinelli con la moglie Ya Pei. E’ strano che non sapessi dei suoi viaggi, giustamente famosi perché Giorgio ha attraversato in Vespa 134 paesi. Negli ultimi anni aveva scelto la Cina, viaggiando in tutte le trentatrè realtà geografiche che ne fanno un paese così immenso e straordinario. Proprio a causa della Cina pochi giorni fa ho acquistato un suo libro: la Cina anni fa mi affascinava, ma da tempo avevo l’impressione che fosse diventata un paese poco interessante. Si trattava di un’impressione  poco fondata, e proprio per tentare di correggerla ho cominciato a leggere “La Cina in vespa” pensando “Di uno che l’ha girata da cima a fondo e infine l’ha scelta come casa, posso fidarmi”.  Avevo visto giusto…Giorgio ha conosciuto veramente la Cina e dai suoi racconti così vivi, dalle sue osservazioni acute e scanzonate, si può trarre un grande piacere, si può condividere la sua conoscenza. Era un tipo diversissimo da me, e proprio per questo il suo punto di vista mi cattura. Ora so che aveva una moltitudine di amici che lo amavano, di lettori che lo stimavano e tutti lo ricordano con grandissimo affetto. Mi aggiungo anch’io, perchè pur non avendolo conosciuto, sento la persona che vive tra quelle pagine.