Feb
26
Filed under (Senza categoria) by anna on 26-02-2006


Questa sera ho preso il tè con due lupi affamati che divoravano in piacevole alternanza fette di pane e burro, pane e marmellata, di nuovo pane e burro, di nuovo marmellata…….intanto su Boing scorreva un romantico cartone ambientato a Parigi e dentro il nostro tè (il mio ormai freddino a causa del superlavoro burro/marmellata che mi distoglieva di continuo dalla tazza) annegavano piacevolmente i (molto antipatici) compiti della domenica sera e i (simpaticissimi) verbali che da circa un mese aspettano di essere trascritti.

Feb
25
Filed under (Senza categoria) by anna on 25-02-2006


Ai Sodi, secondo me, si stava veramente bene, era una specie di concentrato di cose belle, vissute assieme a persone molto diverse tra le quali vorrei oggi ricordare Liliana e Oscar. E poi, sul filo della memoria…….un piccolo elenco:
costruire gli aquiloni e poi farli volare dal prato di fronte alla casa;
cantare ?Quando nascesti tu nacque un giardino? e, soprattutto, ?Le joli matin?;
andare nel bosco di notte (il prato pieno di lucciole);
giocare ad ?aria?,terra, acqua, fuoco?;
creare insieme il fiore che si apre e si chiude, finchè il vento fa cadere i petali;
passeggiare per ore, su e giù per le colline;
ballare ?Ais Georgis?sull?aia;
Questi sono ricordi sparsi, pochi in mezzo a tanti………so che non riescono a trasmettere l?atmosfera di quei giorni e sono anche consapevole di come il presente sia mille volte più forte del passato, però non ho mai perso tutto quello che ho imparato allora e mi piace ricordarlo adesso in tre parole: libertà, rispetto. armonia.

Feb
24
Filed under (Senza categoria) by anna on 24-02-2006


Stasera, mentre prendevo il tè, mi è tornata in mente la casa dei Sodi, penso perché prendere il tè alle cinque era uno dei piccoli riti di quei giorni. Sono stata molte volte alla casa dei Sodi e con un piccolo sforzo di concentrazione posso ancora uscire dal portone, sentire l?aria fresca del mattino e risalire il sentiero fino al bosco, tra le ginestre gialle e le rose canine…oppure uscire nella notte limpida di aprile ad ascoltare i canti degli uccelli e guardare le stelle Ci sarebbero tante cose da raccontare, una specie di fiaba che è stata semplicemente vera.

Feb
20
Filed under (Senza categoria) by anna on 20-02-2006


Parecchi anni fa avevo letto ?Domingo il favoloso?, di Giovanni Arpino, una strana storia dove il protagonista, cinico e solitario, abituato a vivere di espedienti, si invaghiva di una zingarella, Arianna, malata di morbo blu e la rapiva per provare a curarla. Arianna era insieme infantile, eterea e carica di misteri. In uno dei passi più interessanti del libro , in un colloquio con Domingo diceva: ?anche un uomo è carico di mondi, di realtà che non sa?.
Da questa frase sono partita poi per molte esplorazioni, e oggi posso essere felice di tutte le opportunità che mi hanno consentito di andare lontano (nonostante abbia viaggiato relativamente poco in senso geografico)…forse fino alle stelle.
I bambini e ragazzi con i quali tutti i giorni trascorro molte ore appartengono al mondo della diversabilità, delle difficoltà di apprendimento, del disagio culturale e sociale ed hanno una particolare innocenza che li rende affascinanti. Nello stesso tempo il loro desiderio di andare avanti, superare le difficoltà, viaggiare anche verso le stelle…. è molto grande e non va disatteso.
Non è però meno importante occuparsi nel modo giusto dei bambini ?abili?, che molto spesso oggi sono come persi in una sottocultura omologante che suscita poca fantasia e immaginazione. E così…per tornare al punto dal quale sono partita, direi che tutti devono arrivare a scoprire qualcosa di quei mondi e quelle realtà di cui parlava Arianna, sapere che tutti “ne siamo carichi”.

Feb
19
Filed under (Senza categoria) by anna on 19-02-2006


Ormai tocco con mano giornalmente l’urgenza di dare a tutti, ma soprattutto ai più deboli, l?opportunità reale di progredire nella conoscenza, aprire la mente, non fermarsi alla superficie insignificante delle cose. Dare a tutti un biglietto per l?infinito. Purtroppo troppe volte questo biglietto viene negato, perchè manca, a chi può, la buona volontà di darlo, oppure per impedimenti più oggettivi, di tipo logistico. Oggi ho vissuto un’esperienza particolarmente bella e interessante: vedere e “toccare” la felicità di imparare qualcosa di nuovo, di avere accesso ad una strada che fino a quel momento nessuno aveva ancora aperto, il piacere di superare un ostacolo al quale si era ormai rassegnati. Tutto questo è stato visibile nei due protagonisti della mia mattinata di lavoro, bambini di 11 anni che meriterebbero una descrizione approfondita anche solo per la loro simpatia come lo meriterebbe il perchè dei loro ostacoli e delle loro strade interrotte…ma si andrebbe troppo lontano e non c’è tempo ora.
Riferimenti: Sondaggio

Feb
12
Filed under (Senza categoria) by anna on 12-02-2006


E’ il giardino dei primi libri letti, quelli che hanno lasciato in noi una traccia del genere “per sempre”. Che hanno permesso di prendere voce a pensieri fino allora silenziosi e incerti. In questo momento mi viene in mente uno di questi libri, in realtà una lunga storia in sette parti: una ragazzina che cresce da trovatella, nella miseria dei duri inverni svedesi (la Svezia ancora semifeudale di fine ottocento) ed impara ad essere forte e sensibile. La storia aveva aspetti ancora ottocenteschi (la ragazzina che alla fine si scopre nipote del castellano)che rendevano affascinante il racconto, ma la cosa più bella era il realismo descrittivo che faceva uscire dalle pagine un mondo vero e dei personaggi vivi. Certo, nei boschi dove i bambini per lunghe ore raccoglievano i mirtilli, non mancava anche un alone di mistero, e veniva soprattutto da uno dei personaggi più belli della storia: Dal Pelle, un vecchietto strano e scorbutico, evitato da tutti, un pò simile ad uno gnomo, che viveva solo in una piccola casetta nella radura, e aveva la capacità di “sentire” il bene e il male che stavano dentro ogni persona che incontrava e di “vedere” il loro futuro.
L’autrice di questi libri è perfettamente sconosciuta in Italia, ho sempre avuto l’impressione di essere l’unica ad averli letti, li considero ancora oggi bellissimi e mi sembrerebbe molto strano sapere di qualcun altro che, come me, li andasse a “visitare”, ogni tanto , in un angolo nascosto del suo giardino.

Feb
05
Filed under (Senza categoria) by anna on 05-02-2006


Qualche anno fa avevo comprato, alla fine di gennaio, un maglione a collo alto di un color lilla chiarissimo. Ricordo che, subito, avevo pensato: “questo è il colore dell’inverno” e da allora l’ho sempre chiamato “il maglione color inverno”. Fino a quel giorno pensavo che l’inverno fosse grigio, e anche un pò nero e in gran parte bianco. Da allora invece non ho mai cambiato parere e per me l’inverno è tutt’ora color lilla chiarissimo, una tonalità che appare (rispetto all’essenza originale) molto addolcita e illuminata. Riflettendo su questo colore, ho scoperto pian piano che comunica sensazioni di freddo e purezza ma, rispetto al bianco, con una sua specificità che mi è difficile definire. Si tratta forse di una forma di gentilezza silenziosa, che ha una grande spaziosità (luoghi lontani in cui camminare a lungo), ed è fatta di lunghi istanti immobili. Intanto, nascosti e ben custoditi (come dentro un nido)i desideri aspettano e le emozioni riposano.
Sempre alcuni anni fa, avevo fatto una passeggiata, nel mese di febbraio, lungo la campagna che costeggia il mare e poi mi ero fermata sulla spiaggia. Mi aveva colpito l’immobilità della natura, la sua vita come sospesa (per es. nessun fiore selvatico era ancora sbocciato)e questa sospensione era strana, molto diversa per es. dalla normale frenesia del lavoro quotidiano, dal rincorrersi degli impegni. Anche il mare quel giorno era calmo, l’acqua, forse, di un color lilla chiarissimo.

Feb
02
Filed under (Senza categoria) by anna on 02-02-2006


Da un pò di tempo sto cercando di scoprire l’indirizzo dei ricordi, vorrei trovare la loro casa. So già che è una ricerca molto ingenua, forse simile soltanto a quella di un bambino reale che, portato in un bosco altrettanto reale, si mettesse fiduciosamente a cercare la casetta dei sette nani.Ho presenti anche alcune altre cose sulla memoria: per es. che viene continuamente attivata dalle connessioni neuronali, che basta un sapore, un odore, una musica a far ricomparire un mondo perduto. Eppure proprio l’aspetto scientifico, neurologico, della memoria mi pare allo stesso tempo credibile quanto riduttivo. Infatti, da quelle invisibili e impercettibili connessioni, scaturiscono immagini troppo precise, non più evanescenti ma concrete, piene di emozioni, di colori, di gesti, di parole. E si tratta di immagini tanto vere da suscitare spesso turbamenti profondi. Allora mi chiedo molte cose, e non importa che somiglino alle domande di un bambino:
- dove abita la nonna che tutti i giorni coglieva il prezzemolo in giardino, nei momenti in cui io non sento il profumo intenso e vero del prezzemolo? In quale neurone si trova la sua casa?
- perchè sappiamo bene che la nostra memoria è piena di “magazzini” ma facciamo tanta fatica a trovare la loro stanza (e quindi i nostri ricordi continuano a essere nascosti)?
- perchè ci sono ricordi che sfidano ogni legge, il tempo, lo spazio, e sono più reali della realtà?
- perchè invece tanti altri dormono e noi non riusciamo a svegliarli? (E così continuiamo a soffrire perchè non è ci è più possibile vedere quel viso, sentire quella voce…)
- Quando tutti i ricordi che dormono si saranno svegliati, noi vivremo insieme a loro una nuova vita?