Mar
26
Filed under (Senza categoria) by anna on 26-03-2006


Ho il computer che non funziona bene, non mi permette di fare link, posso usarlo solo per scrivere. Spero di risolvere presto il problema perché mi sento un pò isolata.
Ho in mente molte cose, esperienze difficili da descrivere perché molto vaste. Difficile riassumere una prateria in un ciuffetto di fili d?erba. Però ho scelto alcune frasi che possono fare da eco.

?Ho portato con me due primavere,
una perché l?inverno è
troppo lungo, una
perché non si sa mai.?
by Poc

?…al mattino improvviso il sereno
mi portava un profumo di terra…?
F.Battiato

?Saremo uomini nel vento
valli tra le colline
orme sulla sabbia
e ci divertiremo a ricordare.?
by Poc

?Ci riconosceremo da qualche
semplice gesto
insignificante per la gente
metropolitana
ma che a noi recherà il ricordo di casa.?
M.M.

?Essi saranno come un giardino irrigato,
li consolerò e li renderò felici.?
Ger. 31,13

Mar
22
Filed under (Senza categoria) by anna on 22-03-2006


Debbi, di cui ho già avuto modo di parlare, non è più una bambina: ha già compiuto 15 anni ed esprime stati d?animo complessi con un?acutezza verbale che ogni volta mi sorprende. Però la sua crescita è difficile, se raggiungere l?autocoscienza è un percorso faticoso e turbolento per qualsiasi adolescente (e molti adulti nemmeno la raggiungono), per lei significa fare i conti con scoperte che sono più fonte d?angoscia che…cieli liberi in cui volare. La sua libertà poi è continuamente molestata da piccoli pensieri ossessivi (coperture di grandi ansie) che le impediscono di concentrarsi e disturbano molto il suo apprendimento. Un suo pensiero fisso, dolce ma eccessivo, è stato quello degli animaletti di plastica: lei li adora, soprattutto quelli della fattoria e della giungla, e per settimane, mesi, me ne faceva una continua richiesta, reagendo con grande delusione e lunghi e difficili malumori se gli animaletti non arrivavano. Volevo capire meglio e ho riflettuto a lungo. Da un lato, pensavo, era giusto aiutare Debbi a crescere, e forse era necessario farle prendere le distanze dai vissuti più infantili e ossessivi. Però il rispetto per quello che lei è, per la sua personalità tutta intera, mi sembrava ancora più importante. Del resto, quanti adulti, anche solo per non sapere come impegnare tempo e soldi, portano avanti collezioni di oggetti molto più inutili dei suoi amatissimi animaletti. Mi è venuta un?idea: la collezione di Debbi si può appunto considerare un?attività valida anche a 15 anni, però da viversi con maggiore equilibrio, perciò le ho proposto ?Debbi voglio continuare ad aiutarti ad avere animaletti sempre nuovi, ma non posso farlo tutti i giorni, ti prometto di portartene uno ogni mercoledì, però tu devi accontentarti e non chiedermeli negli altri giorni?. Lei ha accettato il patto, che ora funziona molto bene.
Le sono già arrivati, di mercoledì in mercoledì: una giraffa, un gorilla, una capra, una zebra, ed oggi un piccolo toro. Sapendo però quanto le piacciono i maialini, e dato che ne aveva appena perso uno, a sorpresa oggi le ho dato anche un secondo animaletto di plastica, appunto un bel maialino: si è illuminata in un modo così speciale e la sua gioia era così grande che era un piacere osservarla. Dopo, ha lavorato molto bene su word: è l?unica persona che conosco a digitare tenendo contemporaneamente stretti in una mano una mucca o una tigre di plastica, ed è anche una delle persone migliori che io conosca.

Mar
21
Filed under (Senza categoria) by anna on 21-03-2006


Era tanto che aspettavo questo giorno, il 21 marzo cioè l?inizio della primavera. Infatti già da tempo avevo pensato che oggi avrei dedicato un post ad una poesia, intitolata appunto ?Primavera?, che è una delle più belle che io conosca. Anche ieri ho parlato di poesia e ora riprendo il discorso da una angolazione forse più adulta, non so, forse no, riguarda tutte le età. Sto riflettendo molto su quella che chiamo ?intensità?. Credo ci siano diversi livelli attraverso i quali collegarsi all?esperienza, ed uno di questi è l?intensità con la quale si riesce a percepire tutto ciò che il mondo attorno ci comunica. Non intendo fare ora un discorso troppo generico e perciò scelgo qui di riferirmi essenzialmente al rapporto con la natura. La natura ci sta attorno, ne siamo parte, siamo fatti allo stesso modo, possiamo continuamente leggere nella natura, fare domande e trovare risposte, entrare in sintonia profonda e allora………ciascuno sperimenta la sua parte di mistero. Però per questo bisogna vivere intensamente, non trascurare neanche un filo d?erba che cresce, né il colore di una nuvola: cose che sembrano banali ma non lo sono affatto.
Per quanto riguarda la poesia che segue, mi ha aiutato a capire a quale livello di profondità possa portare il rapporto con la natura, fino a farci raggiungere un istante di atemporalità, oltre i confini del nostro personale e limitato (per ora) spazio-tempo.

Primavera

Lentamente assaporo
della sera i liquidi profumi.

Evanescenti rivi dell?adolescenza
vanno
fluiscono
verso porti senza volto

con i fragili remi del ricordo:
E il sangue ha scatti nuovi
e le foglie un tremore tortuoso
di veleni dolci e forti come oblìo.

Casa di rondine ha voce di ritorno.

Giovanni Corona

Mar
20
Filed under (Senza categoria) by anna on 20-03-2006


Lavorando con bambini nell?età evolutiva, e conoscendo bene specialmente le situazioni più disagiate, sono sempre alla ricerca di quei percorsi capaci di dare una marcia in più e di aprire nuovi orizzonti. Un paio d?anni fa ricordo di aver letto un articolo su Repubblica che commentava un fatto gravissimo compiuto da una banda di preadolescenti: l?articolo era particolarmente interessante e tra l?altro ipotizzava la mancanza, in quei ragazzi, di una capacità (culturale e cognitiva insieme) di vedere chiaro in se stessi, di riassumere in modo logico e anche linguistico i propri atti, di riempire di senso i propri pensieri. Da tutte queste lacune scaturiva facilmente l?impulsività senza regole e l?incoscienza priva di senso anche nel compiere il male più grande. Sono convinta che la scuola possa fare molto: purtroppo negli ultimi tempi è stata eccessivamente tecnicizzata e aziendalizzata da chi non ha saputo coglierne l?incidenza nella crescita più profonda dei ragazzi…tuttavia ancora molto si può salvare.
Personalmente, tra le esperienze in corso che mi rimandano dei feedback positivi, trovo particolarmente piacevole quella relativa alla poesia. Sto sperimentando come l?analisi di un testo poetico possa essere compiuta facilmente anche dagli alunni con maggiori difficoltà e riesce a comunicare insieme sia la logica del pensiero (di cui si prende consapevolezza studiando gli aspetti stilistici, come versi e strofe) sia la bellezza del mondo interiore (con la presa di coscienza di sentimenti ed emozioni). Così, giusto per non rimanere sul teorico, stamattina uno dei ragazzini rom che lavorano con me, ha chiesto di poter studiare ?quella poesia che parla delle quattro colombe?….io non la conoscevo affatto ma nel testo c?era, ed è una poesia molto carina di Garcia Lorca, triste perché le colombe che all?inizio volano alte tra i pini, dopo pochi versi cadono, ferite, sotto gli alberi. Però quanti significati in quei pochi versi: la libertà del volo, l?ambiguità del cacciatore (che nel testo non viene mai nominato), l?agonia sotto i pini, la fine della libertà. Una semplice pagina di word e poche decine di minuti sono bastati a far passare qualcosa di grande. E? passata anche la felicità del bambino, che era molto contento del suo lavoro. Mi è sembrata una strada aperta: verso un orizzonte di senso, verso una logica non deviante. Di sicuro una strada che vale la pena percorrere spesso.

Mar
18
Filed under (Senza categoria) by anna on 18-03-2006


?Questa morte che ci accompagna?, mi sembra di ricordare siano parole di Cesare Pavese. Mi sono tornate in mente in questi giorni, di fronte al ripetersi di questo mistero, davanti al quale si resta muti. Anche quando tocca persone a noi un pò lontane o addirittura sconosciute, in realtà fa vibrare sempre la stessa corda sensibile dentro di noi, solo che si tratta di una vibrazione che abbiamo paura di ascoltare, perché ci pone delle domande che ci spingerebbero troppo lontano e in questa lontananza potremo perderci. E però, la morte ci accompagna sempre e forse sarebbe bene allora chiamarla, come ha fatto Francesco d?Assisi ?sorella morte?.
Non voglio dire che sia il caso di vivere immersi in pensieri tristi e angoscianti, perché questo è totalmente lontano dalla mia natura, ma sperimento la necessità di non perdere mai di vista la dimensione più profonda e misteriosa della vita. Personalmente, credo che la vita e la morte siano due fasi di uno stesso percorso, apparentemente incomprensibili l?una all?altra, ma in perfetta continuità e ascesa. Come scrive Guitton in un libro poco conosciuto e molto interessante, nessuno, se non perché ne ha fatto prima l?esperienza, potrebbe mai immaginare, vedendo un embrione di pochi giorni, il bambino che sarà a quattro anni o il giovane che diventerà a venti, l?uomo adulto…Solo l?esperienza ce lo ha rivelato. E, ?quel che saremo? dopo la morte, non fa parte di nessuna nostra esperienza, non lo vediamo affatto, ma la strada non per questo si chiude, rimane aperta.

Mar
15
Filed under (Senza categoria) by anna on 15-03-2006


Mi piace tanto il succedersi dei mesi, ciascuno con una sua caratteristica ben specifica, ciascuno con un suo messaggio da ascoltare e comprendere. Mi colpisce moltissimo il mutare della luce, i suoi tempi, le sfumature, i colori. Qualche tempo fa mi è capitato tra le mani un libro che raccontava in prima persona i lunghi mesi trascorsi in solitudine da un giovane canadese nella Columbia Britannica. Era un ragazzo di antiche origini indiane e continuava ad orientarsi nel tempo secondo le lune indiane, corrispondenti più o meno ai nostri mesi. I nomi dei mesi indiani sono molto concreti e insieme poetici……..li avevo trascritti in un foglio che oggi ho ritrovato (il primo mese ha inizio a metà gennaio e termina a metà febbraio):

- La luna dei palchi caduti
- La luna della neve sciolta
- La luna delle foglie e dei fiori
- La luna del cerbiatto
- La luna del cucciolo di alce
- La luna del tuono che cammina
- La luna del consiglio dei capi tribù
- La luna delle foglie dipinte
- La luna delle foglie cadute
- la luna della tempesta suprema
- La luna della lepre bianca
- La luna del grande sonno

Credo che il mio periodo preferito sia la luna del cucciolo di alce (metà maggio/metà giugno). Molto attesa, quest?anno, anche la luna delle foglie e dei fiori, che inizia oggi (finalmente!).

Mar
10
Filed under (Senza categoria) by anna on 10-03-2006


?Presto moriremo,
ed ogni nostra memoria
sarà scomparsa dalla terra,
e noi stessi saremo amati per
breve tempo,
e poi dimenticati.
Ma l?amore sarà bastato;
tutti quei moti d?amore
ritornano all?Amore che li ha creati.
C?è un mondo dei viventi
e un mondo dei morti,
e il ponte è l?amore,
la sola sopravvivenza,
il solo significato.?

Thornton Wilder, Il ponte di S. Luis Rey

Due parole sull’immagine che ho allegato. Mi piacciono queste persone, vestite di bei colori, che attraversano il ponte. Sembrano andare verso una città misteriosa e insieme vera e concreta. Una città che si può raggiungere.

Mar
08
Filed under (Senza categoria) by anna on 08-03-2006


Ieri ho parlato di ?Endurance”, che si è conquistato un posto tra i cinque libri per me più importanti, oggi ripropongo il sondaggio iniziato il 29 gennaio (vedere link nel box). Si tratta di stilare una classifica dei cinque libri più amati, e aggiungerne volendo un sesto tratto dal mondo della letteratura infantile. E’ un sistema molto semplice per delineare la propria ?storia letteraria? e confrontarla con gli altri. Un grazie anticipato a chi volesse raccogliere il mio invito.

Mar
07
Filed under (Senza categoria) by anna on 07-03-2006


A distanza di due anni esatti ho riletto ?Endurance? di Alfred Lansing, ?L?incredibile viaggio di Shackleton al polo Sud?. Non è da moltissimo tempo che mi interesso di esplorazione e quindi ignoravo perfettamente quello che era stato il tentativo di 28 uomini, nel 1914, di arrivare a piedi al polo Sud, partendo da una base sulla banchisa del mare di Weddel, dove erano giunti a bordo della nave Endurance.
Basta essere solo un pizzico più esperti di me per sapere che in realtà imprese di questa portata ce ne sono state tante, ma quella di Shackleton e dei suoi 27 compagni è diversa. Personalmente, mi ha lasciato per diversi giorni in uno stato di stupore incredulo, da cui sono poi nate molte riflessioni. Dopo due anni dalla prima lettura le confermo tutte. Innanzittutto, l?impresa è miseramente fallita perché la bellissima e resistente Endurance, il 19 gennaio 1914 è stata stritolata dalla pressione dei ghiacci del mare di Weddel. In secondo luogo, l?equipaggio non aveva ancora nessun mezzo di comunicazione, neppure la radio, che permettesse un contatto col mondo civile. Ed ecco in una lunga…sintesi cosa accadde:
- Il 27 ottobre la nave dovette essere abbandonata e l’equipaggio tentò di raggiungere l?isola di Paulet attraversando i ghiacci con una faticosissima marcia,(venivano trasportate anche le tre scialuppe di salvataggio, lunghe ciascuna intorno ai 6 metri, robuste e pesanti).
- Il 14 gennaio gli uomini dovettero uccidere i cani da slitta, che avevano allevato e ai quali erano molto legati, per mancanza di viveri.
- Fino all?8 aprile 1916 rimasero sulla banchisa, sopportando fame, gelo e tempeste, e quando questa finalmente si aprì, partirono a bordo delle tre scialuppe per raggiungere l?isola si Elephant: affrontarono con dei gusci di noce uno dei mari più tempestosi e pericolosi della Terra, rischiando tra l?altro il congelamento.
- Raggiunsero Elephant il 15 aprile del 1916: un?isola gelata e battuta dalle tempeste, dove nessuno sarebbe mai arrivato a salvarli.
- Shackleton il 24 aprile partì verso la Georgia Australe (distante 700 miglia marine) insieme a cinque uomini, per cercare aiuto. Le probabilità di arrivare a destinazione erano praticamente nulle.
- Dopo 15 giorni di navigazione i 6 uomini arrivarono in Georgia Australe. Per raggiungere la stazione baleniera di Stromness, Schaclethon attraversò a piedi l?isola, coperta di ghiacciai e picchi alti fino a duemila metri, con 15 metri di corda e un?ascia da carpentiere come unico equipaggiamento. Arrivarono a Stromness il 20 maggio.
- Immediatamente Shackleton organizzò la spedizione di soccorso, trovare navi disposte a rischiare era difficilissimo e tre tentativi fallirono per le condizioni del mare. Il quarto tentativo riuscì e il 30 agosto del 1916 Schackleton potè gridare ?Tutti bene?? ai 22 uomini che lo aspettavano sulla spiaggia di Elephant e che risposero ?Tutti bene!?
……Sono consapevole che i post troppo lunghi non sono simpatici, e penso che questa eccezione resterà unica. Ancora qualche parola sulle mie riflessioni:
- L?equipaggio di 28 uomini si è salvato al completo nonostante ciò non apparisse e non appaia tuttora ragionevolmente possibile.
- Perchè?
- Perché hanno sopportato, immersi per lunghi mesi nel buio e nel gelo polari lo svanire di un sogno e le condizioni di sopravvivenza pessime?
- E? stato il carisma di Schackleton? (Si, certo, ma non basta);
- E? stata la compattezza del gruppo? (Ha contato molto, ma non basta)
- E? stata la capacità di resistenza? (E allora vale la pena chiedersi da dove possa arrivare)
- E? stata la grande pazienza di tutti? (E qui, sicuramente mi fermerei a pensare….)

Mar
05
Filed under (Senza categoria) by anna on 05-03-2006


Mi è piaciuto tanto un commento ad uno dei precedenti post, che dice: ?come è possibile parlare di fantasia e di bambini. I più sono rimbambiti dietro un televisore. Una vera avventura infantile forse non l’hanno mai vissuta. Un mondo piatto privo di emozioni, al massimo la visita ad un centrocommerciale. La scuola…lasciamo perdere.?
La descrizione ha un realismo allo stesso tempo divertente e sconcertante.
Nelle ultime settimane, ma in realtà negli ultimi tre anni (cioè da quando la conosco e la seguo) ho riflettuto molto sull?atteggiamento verso il sapere che ha la mia alunna Debbi. Lei ha da poco compiuto 15 anni e non imparerà mai a fare le divisioni né molte altre cose che hanno senza dubbio la loro importanza ( e che lei soffre di non poter imparare). Tutto questo però è compensato da un amore per il sapere che ha pochi riscontri non solo nella fascia dei pre-adolescenti ma tra gli stessi adulti. Studiare con lei un testo antologico o un capitolo di scienze significa scoprire qualcosa che può semplicemente entusiasmare e lasciare stupiti, oltre che spingere a cercare altre notizie, senza accontentarsi. Il tutto vissuto con un candore e una presa diretta che fanno volare oltre i confini spazio temporali. Pochi giorni fa per esempio, dopo una ricerca su internet molto partecipata, Debbi mi ha detto “Sono veramente stupita che Rita sia arrivata così bene ai 90 anni” e ?Mi dispiace proprio che Luigi sia già morto, avrei tanto voluto conoscerlo!? Parlava della Levi Montalcini e di Pirandello….