Ago
23
Filed under (Senza categoria) by anna on 23-08-2006


Mi piace conoscere i luoghi in cui, presumibilmente, non andrò mai. C’è un tipo di conoscenza che può sostituire molto bene l’esperienza reale. Si tratta di una conoscenza difficile da spiegare, un intreccio di pagine lette, intuizioni, percezioni, incontri non limitati dai confini spaziotemporali. Questo tipo di conoscenza permette di entrare, in un modo persino più fisico di quello tipico della realtà reale, nei …luoghi in cui non andremo mai.

Ago
08
Filed under (Senza categoria) by anna on 08-08-2006


Con un vuoto di fame io cammino:
non c?è cibo che possa riempirlo.
Con un vuoto di spazio cammino:
niente c?è che possa riempirlo.
Con uno spazio di tristezza cammino:
il tempo non può cancellarlo.
Con uno spazio di solitudine cammino:
nessuno potrà mai colmarlo.
Per sempre solo, per sempre triste,
io cammino.
Per sempre vuoto, per sempre affranto,
io cammino.
Soffrendo senza bellezza,
io cammino.

Ora, con Dio io cammino,
a passi di gigante oltre i colli.
Io sono una preghiera in cammino:
mai solo, mai piangente, mai vuoto,
sulla strada delle antiche età,
sul sentiero della bellezza
io cammino.

Canto dei pellerossa Navajos

Sono le nove di sera ed è già buio: questo significa che la prima parte dell?estate (quella delle giornate chiare e infinite, purtroppo quest?anno anche terribilmente calde) si è conclusa. A proposito della seconda parte, che è cominciata in questi giorni,riflettevo sul fatto che l?estate è un?occasione unica per rientrare un po? meglio in sé stessi, ascoltarsi e ascoltare e fare qualche passo verso quel mondo invisibile che non ha confini spazio-temporali e ancora meno etnici o culturali. Un mondo per il quale è possibile trovare il proprio, particolare, invisibile sentiero.
Ho trovato in una antologia un canto degli indiani Navayos che mi ha colpito per l?intensità e la forza che riesce a trasmettere. Lo trascrivo per me e per chi passerà da queste parti, in questa seconda parte dell?estate.