Nov
26
Filed under (Senza categoria) by anna on 26-11-2006


Questo titolo è due cose insieme: una domanda e una affermazione.Dove siete ora. In realtà avevo idea di parlare d’altro, ma aprendo il blog e incontrandomi con il visetto sorridente del post precedente, ho cambiato idea. Nei giorni scorsi ho anche visitato il sito ufficiale del museo Anne Frank e di nuovo mi sono incontrata con quelle migliaia e migliaia di persone stipate nei treni, negli squallidi cameroni… Dove siete ora. Già altre volte ho riflettuto sul potere della memoria, un potere che ci fa andare indietro nel tempo, fino a farcelo rivivere. A volte succede qualcosa di ancora più particolare e si ha memoria anche “dei tempi non vissuti”. Non credo nel paranormale e non mi riferisco a questo tipo di esperienze. Invece credo che la nostra sensibilità, unita a dei dati reali, anche semplicementi letti o studiati, ci consente di far entrare dentro di noi storie, luoghi, persone ed eventi che non abbiamo vissuto ma prendono spazio in noi come se così fosse stato. A me capita a volte la notte di sentire qualcosa di ciò che provavano i componenti di una famiglia ebrea quando venivano separati per essere deportati in diverse direzioni, e le donne dovevano lasciare gli uomini, le mamme i bambini.Ho letto l’altro giorno queste paroe di Otto Frank: ?Non voglio più parlare di ciò che provai quando all?arrivo allo scalo ferroviario di Auschwitz la mia famiglia venne separata.?
Ripensando all?enormità di ciò che è stato l?olocausto, mi sembra di leggerci un forte segno che porta verso un oltre. Non è un luogo svelato, eppure alla domanda (iniziale) continuo a preferire l?affermazione: -dove siete ora-. Penso a un dove come un giardino.

Riferimenti: Museo Anna Frank

Nov
23
Filed under (Senza categoria) by anna on 23-11-2006


Circa un mese fa ho comprato l?edizione integrale del diario di Anne Frank. Non sapevo dell?esistenza di due diari paralleli in quanto Anne, a partire dal maggio 1944 aveva riscritto il testo adattandolo in previsione di una pubblicazione dopo la guerra, come promesso dal ministro Bolkenstein. L?effetto che ha avuto su di me la lettura del diario è stato grande. Naturalmente già lo conoscevo e apprezzavo ma da queste pagine, dove è presente un 25% in più e dove viene rispettato lo stile lessicale di Anne, ho percepito qualcosa di diverso. Anne è molto più ironica e ribelle. Per un mese ho respirato l?atmosfera che lei respirava, i miei pensieri si sono mescolati ai suoi.

Nov
18
Filed under (Senza categoria) by anna on 18-11-2006


Queste ultime mattine ho notato la luminosità di Novembre. Luce bianca molto tersa. Quasi in contraddizione con gli stereotipi legati al mese (grigiore, malinconia, opacità). E? anche vero che da noi il clima è particolarmente mite, o forse quest?anno è un Novembre diverso.
La simbologia legata alla luce è quella che preferisco. Ho l?impressione che la luce sia tutto, anche psicologicamente.

E ho ritrovato le parole che seguono.

?Se ogni giorno cade, dentro ogni notte
c?è un pozzo dove
la chiarità è rinchiusa.
Bisogna sedersi sulla riva
del pozzo dell?ombra
a pescare luce caduta
con pazienza.? Neruda

?E continua il viaggio,
e mi basta che io,
oscurità,
abbia amato la luce.? Panagulis

Nov
13
Filed under (Senza categoria) by anna on 13-11-2006


Ho iniziato a leggere un testo che mi è stato consigliato in una piccola e bella libreria: ?La testa ben fatta? di Edgar Morin. L?ho appena cominciato ma già mi attrae. Ecco un passo tratto dal prologo:
-A dire il vero la parola insegnamento non mi basta, ma la parola educazione comporta un troppo e una mancanza. In questo libro farò lo slalom fra i due termini, avendo in mente un insegnamento educativo.
La missione di questo insegnamento è di trasmettere non del puro sapere, ma una cultura che permetta di comprendere la nostra condizione e di aiutarci a vivere; essa è nello stesso tempo una maniera di pensare in modo aperto e libero.
Kleist ha proprio ragione: ?Il sapere non ci rende migliori né più felici?. Ma l?educazione può aiutare a diventare migliori e, se non più felici, ci insegna ad accettare la parte prosaica e a vivere la parte poetica delle nostre vite.-
Mi piace soprattutto quest’ultima frase. Certo andare a scuola e diventare capaci di “vivere la parte poetica delle nostre vite”…non sarebbe poco ma, credo, tutto.

Nov
11
Filed under (Senza categoria) by anna on 11-11-2006


Qualche settimana fa mi chiedevo: ?verranno o non verranno?? Si trattava di sapere se gli alunni Rom per i quali iniziava un mini-corso serale di perfezionamento della lingua italiana, avrebbero o no frequentato. La loro frequenza a scuola , lo sappiamo, non è esattamente regolare neanche al mattino, figurarsi allora venire a scuola di sera. Ma quest’anno sentivo che era importante almeno provarci: sono ragazzi rimasti sempre ai margini della vita scolastica, e l?ostacolo principale alla possibilità di una esperienza migliore è sicuramente l?italiano. Dalla competenza linguistica nasce tutto il resto, non si può progredire in matematica o prendere un bel giudizio in storia o in qualsiasi altra disciplina, se si legge a stento, si scrive peggio e ci si esprime male. Mi dispiaceva che questi ragazzi restassero destinati a questo tipo di appiattimento: è vero, la nostra scuola è molto piccola, ma la realtà con cui deve confrontarsi è quella attuale, dove la sfida dell’integrazione ha raggiunto l’ampiezza e l’importanza che stanno sotto gli occhi di tutti.
Allora, sono venuti: Claudia, Dalibor, Devid, Silvana, Bobi e Natalino, prima e seconda media. Lavoriamo insieme con molto impegno e buonumore, tutti si danno da fare per migliorare. Il miglioramento però richiede esercizio, e allora ho chiesto che facessero a casa i compiti che avrei preparato per loro, in modo da consolidare tutto quello che studiavamo insieme. Mi è venuto in mente di fare un piccolo regalo a chi avrebbe fatto i compiti e quindi ho chiesto di dirmi cosa desideravano. Le risposte sono state due, e le ho trovate interessanti: all?unanimità: la nutella! E poi, qualcuno: un paio di scarpe nuove.
Le scarpe, per ora, dovranno aspettare, ma la nutella è arrivata la volta successiva, cioè venerdì. Naturalmente tutti avevano fatto i compiti.

Nov
04
Filed under (Senza categoria) by anna on 04-11-2006


Di che colore è novembre? Grigio chiaro, celeste rarefatto, indaco. Colori che sanno di lontananza, e credo che questo mese possa portare lontano.
“Ora l?odore del fumo d?autunno, e le ghiande che cadono, e gli echi per le valli…portano segni di vita”, parole di Edgar Lee Masters che mi sono sempre piaciute.

Nov
03
Filed under (Senza categoria) by anna on 03-11-2006


Il nostro modo di esprimerci è diventato troppo consueto: specialmente quando vogliamo essere scortesi, utilizziamo modi di dire banali che non colpiscono nel segno.
Per fortuna c’è chi propone idee nuove, per un vero rinnovamento linguistico.
Ecco qui di seguito una serie di espressioni da usare spesso, per attuare questo rinnovamento.

- Sei asfissiante come l’aria di una bara -> sei uno scocciatore

- Sei fastidioso come un ossicino tra i denti -> non ti sopporto

- Fino alla bara sempre se ne impara -> ricordati che non si finisce mai di imparare

- Se fossi in te mi metterei in lista per un trapianto del cervello -> secondo me non sei molto intelligente

- Buona botte e topi d’oro -> dormi bene mio caro

- Per mille pipistrelli spipistrelati -> accidenti al cavolo!

- Zombizzati -> arrangiati!

- Strozzatevi pure -> buon appettito!