Mag
20
Filed under (Senza categoria) by anna on 20-05-2007


Gli astrofisici svolgono ricerche sulla materia a temperature elevatissime e hanno tratto alcune conclusioni su quale fosse lo stato fisico della materia nelle frazioni di tempo immediatamente successive al big bang. C?è un istante chiamato “l?istante di Planck” che si esprime con uno zero seguito dalla virgola e da 41 zeri prima della cifra 1, e segna il momento più vicino all?origine dell?universo. Con questo istante ha inizio quella che Kippenhahan chiama “L?Epoca grigia”…l?epoca in cui l?universo ha iniziato a espandersi. Ogni frazione di frazione di secondo dell?Epoca grigia è studiatissima. La sfida delle sfide: capire cos?è successo e come.
Ma c?è anche un?altra Epoca: lo stesso astrofisico la chiama ?Epoca bianca? ed è l?Epoca che precede l?istante di Planck.
Di quest?Epoca nessuna informazione ci è giunta, nessuna delle leggi che conosciamo è applicabile ad essa. Non sappiamo cos’era allora il tempo.
…Che dire allora dell?Epoca bianca?
Nonostante la totale mancanza di dati, c’è un esploratore invisibile che abita con noi, e non teme di avventurarsi in quei luoghi insondabili, di oltrepassare anche l’istante di Planck.

Mag
13
Filed under (Senza categoria) by anna on 13-05-2007


Tanti aspetti della realtà a cui siamo abituati e che riteniamo scontati, sono invece delle porte magiche, un po? simili alla porticina dentro la quale passava il coniglio di Alice nel paese delle meraviglie. Quello che spesso mi chiedo è : vale la pena di aprire queste “porticine” e inoltrarsi dentro esperienze che superano il quotidiano, oppure è meglio restare saldamente legati alla concretezza di ogni istante, unica possibilità di esperienza nelle nostre mani. Per ora mantengo una sorta di equilibrio (instabile?) tra le due alternative, perché mi sembrano entrambe importanti.
Ogni tanto mi documento un pochino sulle stelle, che hanno dato il nome a questo blog. In questi ultimi giorni l?ho fatto leggendo un libro che è diviso in capitoli tanto brevi quanto grandi sono i temi via via affrontati. Grandi in senso non metaforico, perché si parla delle distanze stellari, della corsa delle galassie in fuga, delle dimensioni dell?univer…In questo libro, che possiede il pregio di una lettura veramente agevole, ho trovato molte porticine socchiuse. Un esempio: “Perché la notte è nera?” Sarei stata pronta a rispondere “perché di notte, a turno nei due emisferi della Terra non arriva la luce del sole.” Non è proprio così: poiché i sistemi stellari nell?universo si susseguono senza fine, il nostro sguardo in ogni punto del cielo dovrebbe incontrare la luminosità di miliardi di stelle, che si sovrappongono le une alle altre creando una parete luminosa che non si spegne mai, nemmeno nella nostra illusoria notte terrestre. Spiegare perché allora la notte sia buia è stato un vero dilemma per i cosmologi, noto anche come il paradosso di Olbers, e solo in tempi recenti si è arrivati alla soluzione. L?universo è in espansione, la velocità di fuga delle galassie è altissima e non fa che aumentare. Le onde luminose ci arrivano sempre più deboli man mano che aumenta la distanza delle stelle… la luce che ci arriva appartiene a un passato lontanissimo e le sue onde sono diventate così lunghe che il nostro occhio non le percepisce più. La parete luminosa che avrebbe dovuto annullare la nostra notte ha lasciato al buio il suo campo. Vediamo solo poche stel…le più vicine…
“Il fatto che di notte cali l?oscurità dimostra che le stelle non esistono da sempre e che l?universo si espande. E? stupefacente che per compiere un?osservazione che ci porta a scoprire una delle caratteristiche fondamentali dell?universo non siano necessari telescopi giganteschi od orbitanti, ma basti dare uno sguardo fuori della finestra.” (Rudolf Kippenhahn, Cosmologia in tasca, p104).

Mag
02
Filed under (Senza categoria) by anna on 02-05-2007


In questi ultimi giorni ho avuto l?occasione di conoscere personalmente Pippi Calzelunghe e Piperita Patty. La prima si arrampicava sugli alberi e, all?imbrunire, riempiva di rane un secchiello, ranocchie da liberare poi nella hall. La seconda si aggirava per i vialetti del grande albergo, pettinata in modo molto buffo, senza la minima necessità di un adulto che le dicesse cosa fare, quando farlo e tutte le altre cose noiose che i bambini normalmente devono ascoltare, pronta a realizzare semplicemente le proprie intuizioni del momento e a commentare il mondo a modo suo. Bè, è stato un vero piacere incontrare queste due bambine, di circa 8 anni, e scoprire che libertà e fantasia sono ancora vive e vegete…