Mar
18
Filed under (Argomenti vari) by anna on 18-03-2011
Mar
11
Filed under (Argomenti vari) by anna on 11-03-2011

 

Il problema della coscienza mi ha sempre interessato, così ho letto con piacere ( e, non nego, con parecchia difficoltà)  ”Anelli nell’io” di Douglas Hoftstadter che ha come sottotitolo la domanda “Che cosa c’è al cuore della coscienza?”. Si possono dire tante cose sul libro e sul suo  autore così famoso. A me ha colpito  la sua onestà: chiarisce bene il proprio punto di vista piuttosto materialista che spiritualista, ma non rinuncia a cercare una risposta al  mistero dell’io, della coscienza, della loro permanenza dopo la morte. Ciò che preferisco nella sua analisi è l’atteggiamento in cui si pone nel guardare alle persone e alle relazioni. La sua teoria può essere più o meno condivisibile, le sue osservazioni in tutti i casi hanno una notevole forza intrinseca.

In una pagina molto bella Douglas racconta che un giorno sua madre guardava con molta tristezza la foto di suo padre morto da pochi mesi: la foto è ormai inutile, non è che un pezzo di carta. Lui non riesce ad accettare questa inutilità della fotografia…e gli viene in mente un’analogia, attraverso la quale trasmettere a sua madre ciò che sente. La foto è come uno spartito di Chopin: un banale pezzo di carta pieno di segni neri: visti così, nella loro essenza puramente materiale, la foto e lo spartito sono insignificanti. Eppure, milioni di pianisti suonando al pianoforte quelle note hanno trasmesso le emozioni profonde che Chopin aveva provato nel creare quella musica …da quell’inutile pezzo di carta scaturisce ancora e per sempre l’interiorità del musicista, le note sono come schegge delle sua anima. Anche dalla foto “dolce e commovente” di suo padre scaturiscono schegge della sua anima.

“Come le note sullo spartito di uno studio di Chopin, quella fotografia è una scheggia d’anima di qualcuno che se n’è andato, ed è qualcosa di cui dovremmo fare tesoro finché viviamo”  Anelli nell’io, p.22. Ed. Mondadori