Apr
30
Filed under (Argomenti vari) by anna on 30-04-2011

 I libri più belli sono quelli che fanno trasparire la persona vera che sta dietro quelle pagine. Proprio per questo oggi è successa una cosa che mi è molto dispiaciuta: ho scoperto che l’autore del libro che sto leggendo è morto. Era conosciutissimo ma io ancora non lo conoscevo. Leggendo “La Cina in vespa” mi è venuto il desiderio di cercare notizie su di lui  e così ho saputo della sua morte avvenuta nel 2008.

Ecco Giorgio Bettinelli con la moglie Ya Pei. E’ strano che non sapessi dei suoi viaggi, giustamente famosi perché Giorgio ha attraversato in Vespa 134 paesi. Negli ultimi anni aveva scelto la Cina, viaggiando in tutte le trentatrè realtà geografiche che ne fanno un paese così immenso e straordinario. Proprio a causa della Cina pochi giorni fa ho acquistato un suo libro: la Cina anni fa mi affascinava, ma da tempo avevo l’impressione che fosse diventata un paese poco interessante. Si trattava di un’impressione  poco fondata, e proprio per tentare di correggerla ho cominciato a leggere “La Cina in vespa” pensando “Di uno che l’ha girata da cima a fondo e infine l’ha scelta come casa, posso fidarmi”.  Avevo visto giusto…Giorgio ha conosciuto veramente la Cina e dai suoi racconti così vivi, dalle sue osservazioni acute e scanzonate, si può trarre un grande piacere, si può condividere la sua conoscenza. Era un tipo diversissimo da me, e proprio per questo il suo punto di vista mi cattura. Ora so che aveva una moltitudine di amici che lo amavano, di lettori che lo stimavano e tutti lo ricordano con grandissimo affetto. Mi aggiungo anch’io, perchè pur non avendolo conosciuto, sento la persona che vive tra quelle pagine.

Apr
24
Filed under (Argomenti vari) by anna on 24-04-2011

L’apparizione a Maria di Magdala (Gv 20,11-18)

Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.

Apr
22
Filed under (Argomenti vari) by anna on 22-04-2011

Oggi, venerdì santo, ho letto questo editoriale di Michele Zanzucchi sulla rivista “Città Nuova” dello scorso 25 marzo

“Dove sei? Di fronte allo sgomento per i fenomeni naturali che in un attimo spazzano vite, cose e speranze, dove sei? Come mai ti sei nascosto dinanzi alla brutalità dei dittatori che scagliano ordigni micidiali su popolazioni che chiedono solo pane e libertà? Perché non hai fermato la mano dell’assassino del ministro pakistano Shahbaz Bhatti, un cristiano ammazzato da gente guidata da logiche fanatiche? Sei ancora latitante ai piedi dei tanti muri che separano e chiudono e discriminano senza rispetto per la dignità umana? Dove sei dinanzi all’insolenza della ricchezza sbandierata a Est e a Ovest, mentre centinaia di milioni di famiglie non hanno di che vivere decentemente? Dove sei dinanzi ai milioni di giovani di casa nostra che cercano lavoro e non ne trovano dopo tanti anni di studio? Come puoi permettere che delle ragazzine nel fiore degli anni siano violentate e ammazzate? Anche Giobbe, di nuovo, grida di collera assieme a noi.”

“Lo tsunami giapponese muove e smuove le coscienze. Eugenio Scalfari su La Repubblica s’interroga sulla «terribile stagione dei grandi rischi», mentre Riotta su Il Sole 24 ore scrive: «La natura vince e noi contiamo, umiliati, caduti e danni». Magris sul Corriere della Sera racconta «la fine del mondo in diretta», e lo stesso Avvenire parla del «mostro che non dà tregua». Il mistero dell’uomo e della natura, di Dio e della piccolezza umana riemerge prepotente. E le nostre risposte non possono che essere parziali, misere, irriducibilmente dubbiose. Una di queste viene proprio dal popolo giapponese in ginocchio: siamo rimasti commossi e stupiti, ad esempio, dalla maestra che, ancora in mezzo alle macerie, ha cercato di riunire i suoi allievi e di metterli in fila in attesa di una bottiglia d’acqua. L’assunzione del dolore indicibile mostrata dai giapponesi è oggi la risposta più concreta e plausibile alla Grande Domanda. Il “dover essere” di un popolo si mostra in effetti nei momenti più difficili, l’abbiamo visto anche nelle ultime settimane di rivolte arabe, che ci hanno evidenziato l’anelito di condivisione e libertà di tanti popoli. E lo vediamo oggi nella compostezza – spirituale e concreta insieme – dei giapponesi. Che la persona umana trovi in fondo al suo cuore tali risposte è una lezione di vita che scalfisce il mistero.”