Giu
11
Filed under (Argomenti vari) by anna on 11-06-2011
Giu
03
Filed under (Argomenti vari) by anna on 03-06-2011

 Nonostante abbia scoperto che un folto gruppo di amici in aNobii lo vorrebbe spennato e arrosto, io ho deciso che non rinnegherò Jonathan Livingston, il gabbiano più famoso degli anni 70-80. L”altro giorno l’ho visto che volava alto, e non ho potuto fare a meno di ammirare la sua costanza e i suoi continui progressi. Tra l’altro, riprendendo per un attimo in mano quella prima edizione del libro, ho scoperto che conteneva una dedica di cui non mi ricordavo affatto,  scritta da una persona che me l’aveva regalato, che ora non c’è più e che è ricomparsa tra quelle pagine più viva che mai. DSCN1574“Detto questo, Jonathan si concentrò col pensiero per trasferirsi con esso su un’altra spiaggia e in un altro tempo, laggiù, dove vola un grande stormo di gabbiani. Ormai sapeva bene di non essere di carne e ossa e penne, ma un’idea: senza limiti nè limitazioni, una perfetta idea di libertà”. (R. Bach)DSCN1575

 

 

Apr
30
Filed under (Argomenti vari) by anna on 30-04-2011

 I libri più belli sono quelli che fanno trasparire la persona vera che sta dietro quelle pagine. Proprio per questo oggi è successa una cosa che mi è molto dispiaciuta: ho scoperto che l’autore del libro che sto leggendo è morto. Era conosciutissimo ma io ancora non lo conoscevo. Leggendo “La Cina in vespa” mi è venuto il desiderio di cercare notizie su di lui  e così ho saputo della sua morte avvenuta nel 2008.

Ecco Giorgio Bettinelli con la moglie Ya Pei. E’ strano che non sapessi dei suoi viaggi, giustamente famosi perché Giorgio ha attraversato in Vespa 134 paesi. Negli ultimi anni aveva scelto la Cina, viaggiando in tutte le trentatrè realtà geografiche che ne fanno un paese così immenso e straordinario. Proprio a causa della Cina pochi giorni fa ho acquistato un suo libro: la Cina anni fa mi affascinava, ma da tempo avevo l’impressione che fosse diventata un paese poco interessante. Si trattava di un’impressione  poco fondata, e proprio per tentare di correggerla ho cominciato a leggere “La Cina in vespa” pensando “Di uno che l’ha girata da cima a fondo e infine l’ha scelta come casa, posso fidarmi”.  Avevo visto giusto…Giorgio ha conosciuto veramente la Cina e dai suoi racconti così vivi, dalle sue osservazioni acute e scanzonate, si può trarre un grande piacere, si può condividere la sua conoscenza. Era un tipo diversissimo da me, e proprio per questo il suo punto di vista mi cattura. Ora so che aveva una moltitudine di amici che lo amavano, di lettori che lo stimavano e tutti lo ricordano con grandissimo affetto. Mi aggiungo anch’io, perchè pur non avendolo conosciuto, sento la persona che vive tra quelle pagine.

Apr
24
Filed under (Argomenti vari) by anna on 24-04-2011

L’apparizione a Maria di Magdala (Gv 20,11-18)

Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.

Apr
22
Filed under (Argomenti vari) by anna on 22-04-2011

Oggi, venerdì santo, ho letto questo editoriale di Michele Zanzucchi sulla rivista “Città Nuova” dello scorso 25 marzo

“Dove sei? Di fronte allo sgomento per i fenomeni naturali che in un attimo spazzano vite, cose e speranze, dove sei? Come mai ti sei nascosto dinanzi alla brutalità dei dittatori che scagliano ordigni micidiali su popolazioni che chiedono solo pane e libertà? Perché non hai fermato la mano dell’assassino del ministro pakistano Shahbaz Bhatti, un cristiano ammazzato da gente guidata da logiche fanatiche? Sei ancora latitante ai piedi dei tanti muri che separano e chiudono e discriminano senza rispetto per la dignità umana? Dove sei dinanzi all’insolenza della ricchezza sbandierata a Est e a Ovest, mentre centinaia di milioni di famiglie non hanno di che vivere decentemente? Dove sei dinanzi ai milioni di giovani di casa nostra che cercano lavoro e non ne trovano dopo tanti anni di studio? Come puoi permettere che delle ragazzine nel fiore degli anni siano violentate e ammazzate? Anche Giobbe, di nuovo, grida di collera assieme a noi.”

“Lo tsunami giapponese muove e smuove le coscienze. Eugenio Scalfari su La Repubblica s’interroga sulla «terribile stagione dei grandi rischi», mentre Riotta su Il Sole 24 ore scrive: «La natura vince e noi contiamo, umiliati, caduti e danni». Magris sul Corriere della Sera racconta «la fine del mondo in diretta», e lo stesso Avvenire parla del «mostro che non dà tregua». Il mistero dell’uomo e della natura, di Dio e della piccolezza umana riemerge prepotente. E le nostre risposte non possono che essere parziali, misere, irriducibilmente dubbiose. Una di queste viene proprio dal popolo giapponese in ginocchio: siamo rimasti commossi e stupiti, ad esempio, dalla maestra che, ancora in mezzo alle macerie, ha cercato di riunire i suoi allievi e di metterli in fila in attesa di una bottiglia d’acqua. L’assunzione del dolore indicibile mostrata dai giapponesi è oggi la risposta più concreta e plausibile alla Grande Domanda. Il “dover essere” di un popolo si mostra in effetti nei momenti più difficili, l’abbiamo visto anche nelle ultime settimane di rivolte arabe, che ci hanno evidenziato l’anelito di condivisione e libertà di tanti popoli. E lo vediamo oggi nella compostezza – spirituale e concreta insieme – dei giapponesi. Che la persona umana trovi in fondo al suo cuore tali risposte è una lezione di vita che scalfisce il mistero.”
Mar
18
Filed under (Argomenti vari) by anna on 18-03-2011
Mar
11
Filed under (Argomenti vari) by anna on 11-03-2011

 

Il problema della coscienza mi ha sempre interessato, così ho letto con piacere ( e, non nego, con parecchia difficoltà)  ”Anelli nell’io” di Douglas Hoftstadter che ha come sottotitolo la domanda “Che cosa c’è al cuore della coscienza?”. Si possono dire tante cose sul libro e sul suo  autore così famoso. A me ha colpito  la sua onestà: chiarisce bene il proprio punto di vista piuttosto materialista che spiritualista, ma non rinuncia a cercare una risposta al  mistero dell’io, della coscienza, della loro permanenza dopo la morte. Ciò che preferisco nella sua analisi è l’atteggiamento in cui si pone nel guardare alle persone e alle relazioni. La sua teoria può essere più o meno condivisibile, le sue osservazioni in tutti i casi hanno una notevole forza intrinseca.

In una pagina molto bella Douglas racconta che un giorno sua madre guardava con molta tristezza la foto di suo padre morto da pochi mesi: la foto è ormai inutile, non è che un pezzo di carta. Lui non riesce ad accettare questa inutilità della fotografia…e gli viene in mente un’analogia, attraverso la quale trasmettere a sua madre ciò che sente. La foto è come uno spartito di Chopin: un banale pezzo di carta pieno di segni neri: visti così, nella loro essenza puramente materiale, la foto e lo spartito sono insignificanti. Eppure, milioni di pianisti suonando al pianoforte quelle note hanno trasmesso le emozioni profonde che Chopin aveva provato nel creare quella musica …da quell’inutile pezzo di carta scaturisce ancora e per sempre l’interiorità del musicista, le note sono come schegge delle sua anima. Anche dalla foto “dolce e commovente” di suo padre scaturiscono schegge della sua anima.

“Come le note sullo spartito di uno studio di Chopin, quella fotografia è una scheggia d’anima di qualcuno che se n’è andato, ed è qualcosa di cui dovremmo fare tesoro finché viviamo”  Anelli nell’io, p.22. Ed. Mondadori

Feb
13
Filed under (Argomenti vari) by anna on 13-02-2011

Questo blog aderisce alle proteste e alle manifestazioni che oggi in  Italia chiedono rispetto per la dignità di tutte le donne e di tutte le persone.

 

Gen
10
Filed under (Argomenti vari) by anna on 10-01-2011
Dic
29
Filed under (Argomenti vari) by anna on 29-12-2010

DSCN0579Ecco la torta a forma di albero, era molto buona, non sono rimaste neanche le briciole. La crema aveva l’aroma di un limone colto dall’albero pochi minuti prima, il cioccolato fondente è una glassa molto adatta alla torta alla crema…La pasticceria si trova in via delle Aie e compete con la più rinomata pasticceria di via Verdi.