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Filed under (Senza categoria) by anna on 13-05-2007


Tanti aspetti della realtà a cui siamo abituati e che riteniamo scontati, sono invece delle porte magiche, un po? simili alla porticina dentro la quale passava il coniglio di Alice nel paese delle meraviglie. Quello che spesso mi chiedo è : vale la pena di aprire queste “porticine” e inoltrarsi dentro esperienze che superano il quotidiano, oppure è meglio restare saldamente legati alla concretezza di ogni istante, unica possibilità di esperienza nelle nostre mani. Per ora mantengo una sorta di equilibrio (instabile?) tra le due alternative, perché mi sembrano entrambe importanti.
Ogni tanto mi documento un pochino sulle stelle, che hanno dato il nome a questo blog. In questi ultimi giorni l?ho fatto leggendo un libro che è diviso in capitoli tanto brevi quanto grandi sono i temi via via affrontati. Grandi in senso non metaforico, perché si parla delle distanze stellari, della corsa delle galassie in fuga, delle dimensioni dell?univer…In questo libro, che possiede il pregio di una lettura veramente agevole, ho trovato molte porticine socchiuse. Un esempio: “Perché la notte è nera?” Sarei stata pronta a rispondere “perché di notte, a turno nei due emisferi della Terra non arriva la luce del sole.” Non è proprio così: poiché i sistemi stellari nell?universo si susseguono senza fine, il nostro sguardo in ogni punto del cielo dovrebbe incontrare la luminosità di miliardi di stelle, che si sovrappongono le une alle altre creando una parete luminosa che non si spegne mai, nemmeno nella nostra illusoria notte terrestre. Spiegare perché allora la notte sia buia è stato un vero dilemma per i cosmologi, noto anche come il paradosso di Olbers, e solo in tempi recenti si è arrivati alla soluzione. L?universo è in espansione, la velocità di fuga delle galassie è altissima e non fa che aumentare. Le onde luminose ci arrivano sempre più deboli man mano che aumenta la distanza delle stelle… la luce che ci arriva appartiene a un passato lontanissimo e le sue onde sono diventate così lunghe che il nostro occhio non le percepisce più. La parete luminosa che avrebbe dovuto annullare la nostra notte ha lasciato al buio il suo campo. Vediamo solo poche stel…le più vicine…
“Il fatto che di notte cali l?oscurità dimostra che le stelle non esistono da sempre e che l?universo si espande. E? stupefacente che per compiere un?osservazione che ci porta a scoprire una delle caratteristiche fondamentali dell?universo non siano necessari telescopi giganteschi od orbitanti, ma basti dare uno sguardo fuori della finestra.” (Rudolf Kippenhahn, Cosmologia in tasca, p104).