Feb
26
Filed under (Senza categoria) by anna on 26-02-2007


Ieri un discorso di Vittorino Andreoli mi ha confermato alcune idee. Da sempre provo un grande fascino nei confronti del linguaggio e mi è capitato di conoscere qualche aspetto del potere della parola. Ieri lui ha messo a fuoco come, nella cura della depressione, la terapia farmacologica debba andare di pari passo con la terapia relazionale legata al linguaggio. Questo è già noto, ma la sua spiegazione ha chiarito che la nostra mente nell?ascoltare parole che siano significative e chiarificatrici, le accoglie, creando in sé delle nuove strutture: strutture che poi entrano in atto nelle dinamiche attraverso cui il nostro essere (mente e corpo intimamente legati) affronta i passaggi critici della vita, come le malattie.
Credo che questo potere della parola andrebbe approfondito e utilizzato, nelle sue potenzialità, soprattutto a livello educativo, a scuola per esempio. Una delle strade è quella del testo poetico, che normalmente a scuola si affronta in tutte le classi?ma ho l?impressione che spesso si rimanga alla superficie delle parole e dei messaggi, mentre si potrebbe entrare dentro di essi. E? un discorso lungo, infatti il potere della parola entra in tutti i livelli della relazione, e quindi in tutti gli aspetti della nostra vita. Può darsi che lo riprenda questo discorso in seguito.

Per oggi, voglio concludere questo post con una scoperta per me recentissima, il poeta persiano Hafez, di Shiraz. Non faccio commenti al suo testo, però mi sembra che abbia in sé una forza capace di aprire un mondo, creare nuove strutture.

?Ho appreso tanto da Dio
che non posso più definirmi
un cristiano, un indù, un musulmano,
un buddista o un ebreo.
La verità ha condiviso tanto di se stessa con me
Che non posso più chiamarmi
Un uomo, una donna, un angelo e neppure una pura anima.
L?amore ha abbracciato Hafez con tale assolutezza
Che si è ridotto in cenere e mi ha liberato
Di ogni concetto e immagine
Che la mia mente abbia mai conosciuto?

Tratto da ?Alla ricerca di Hassan? di Terence Ward, ed.TEA

Ott
04
Filed under (Senza categoria) by anna on 04-10-2006


Oggi vorrei dire qualcosa sul ?come? vivere il tempo, forse perchè la vita quotidiana richiede fatti e non soltanto parole.
Ho trovato una frase che riassume quello che cerco di vivere ogni giorno.
?Sul grande orologio del tempo è
scritta una sola parola: adesso”
M. de Cervantes
Vivere concentrati sul presente mi sembra l?opportunità più concreta di cui disponiamo e poi alleggerisce veramente dai pesi, dai pensieri negativi che altrimenti sono pronti a rendere tristi e pesanti molte delle nostre ore.
Mi piace anche lo stesso concetto espresso da Tolstoj: “Il tempo più importante è l?attimo, e lo è in quanto solo in esso si ha potere su se stessi. La persona più importante è quella con cui sei in quest?attimo.”
??è anche vero che per stare bene nel presente non basta starci: è come se continuamente si sentisse l’esigenza di riempirlo di significato.